Mobili per bambini che crescono: alla ricerca di un design innovativo che accompagni l’evoluzione dei ragazzi
Sotto il segno dell’Emozional Durability, il workshop Wear and Grow promosso da Nidi e PoliMi ha invitato gli studenti a immaginare un arredo che non tema il cambiamento
Evoluzione e crescita sono concetti plastici, capaci di adattarsi alle cose quanto alle persone. Per questo parlare di mobili per bambini che crescono significa trattare sia dei ragazzi, che nell’età evolutiva vivono profondi cambiamenti in ogni aspetto dell’esistenza, sia degli arredi che popolano i loro spazi. Dal letto all’armadio, dalla scrivania alla libreria fino alle lampade, i contenitori e le sedute, non c’è mobile o complemento che non subisca negli anni una mutazione. In alcuni casi imposta dalla crescita – come avviene per il letto -, in altri dovuta alla inevitabile usura, in altri ancora alle mutate esigenze e preferenze.
Arredi che seguono lo sviluppo e vi si adattano

La capacità di un arredo di accompagnare la crescita di un bambino non solo dal punto di vista funzionale ma anche da quello affettivo è stata al centro del nuovo progetto promosso da Nidi – brand di Battistella Company specializzato nell’arredo per bambini, ragazzi e giovani adulti – in collaborazione con la Scuola del Design del Politecnico di Milano. Il workshop, intitolato Wear and Grow, ha coinvolto gli studenti del Corso di Laurea Triennale in Design del Prodotto Industriale in una settimana di progettazione dedicata a un tema tanto semplice quanto complesso: come può un arredo accompagnare la crescita, adattandosi alla funzionalità, alle passioni e alla costruzione dell’identità?
La resilienza affettiva al cuore del progetto

Svoltosi dall’8 al 12 giugno 2026, il progetto è stato la seconda tappa di una collaborazione avviata l’anno scorso tra Nidi e l’ateneo milanese. Gli studenti sono stati guidati dal professor Mattia Italia e affiancati dai designer di ToyBee, Bice Dantona e Bernardo Corbellini, con il supporto della tutor Francesca Corona. Al cuore del workshop c’è stata l’idea di Emotional Durability – letteralmente, resilienza affettiva – un concetto coniato dal designer e ricercatore britannico Jonathan Chapman e approfondito nel suo libro Emotionally Durable Design: Objects, Experiences and Empathy.

L’idea di fondo, che contribuisce a formare un concetto sempre più completo di sostenibilità, è che gli oggetti non siano abbandonati nel corso del tempo solo perché si deteriorano fisicamente, ma soprattutto perché perdono rilevanza emotiva agli occhi di chi li usa. Applicata al mondo dell’arredo in generale e a quello dei mobili per bambini in particolare, questa prospettiva sposta lo sguardo dalla sola resistenza dei materiali alla capacità di un prodotto di costruire un legame duraturo con chi lo usa, estendendone il ciclo di vita attraverso adattabilità, personalizzazione e valore affettivo.
Personalizzazione e sostenibilità dei mobili per bambini

Nel workshop Wear and Grow il fuoco si è concentrato sull’universo del “vestire” inteso in senso ampio: non solo abiti, ma accessori, oggetti, passioni e strumenti quotidiani che accompagnano la crescita. Gli studenti sono stati dunque invitati a confrontarsi su due aspetti intrecciati della questione.

Da una parte l’esigenza di personalizzare i prodotti, dall’altra quella di prolungarne la vita attraverso soluzioni riconfigurabili e flessibili, capaci di adattarsi ai cambiamenti fisici, emotivi e relazionali tipici dell’infanzia e dell’adolescenza. Una sfida progettuale che va oltre l’estetica, chiamando appunto in causa anche sostenibilità e riduzione degli sprechi. Affezionarsi a un mobile significa infatti prendersene cura, non sostituirlo perché venuto a noia o considerato inutile, ma trovargli invece un nuovo spazio e una nuova funzione.
Dieci concept per dieci modi di interpretare la crescita

Dal laboratorio sono emersi dieci concept originali, ognuno con una interpretazione diversa dell’arredo evolutivo. Tra le proposte, Papillon è una lampada che cresce in altezza grazie a una struttura flessibile, mentre Deriva reinventa lo spazio gioco come ibrido tra tappeto e seduta che si trasforma con l’età.

Tris rilegge il quadro svedese delle palestre in chiave di appendiabiti modulare, e Bollard propone una griglia verticale in corda nautica per organizzare gli abiti in modo intuitivo. Wing Chun è un appendiabiti componibile che segue nel tempo abitudini e altezza dell’utente, mentre Fishpole reinterpreta il servo muto tradizionale con la forma di una lisca di pesce, pensata per favorire l’autonomia dei più piccoli grazie a calamite di forme e colori diversi.

Flip è un contenitore capovolgibile che passa da panca bassa a seduta, fino a diventare scaffalatura; Click combina invece una cassettiera modulare con un appendiabiti tubolare componibile. Willy è un cubo su ruote che accompagna la crescita, da contenitore per i giochi a piano d’appoggio per disegnare, e Ta-Dan! chiude la carrellata con una seduta informale e riconfigurabile, pensata per adattarsi alle diverse fasi della crescita.

Un dialogo tra industria, ricerca e nuove generazioni
L’iniziativa conferma l’impegno di Nidi nel promuovere una cultura del progetto attenta ai giovani, alla sostenibilità e all’innovazione dei materiali, creando occasioni di confronto concreto tra industria, ricerca accademica e nuove generazioni di designer. Con Wear and Grow, il dialogo tra impresa e università si traduce in una riflessione su un futuro dell’arredo pensato non solo per durare nel tempo, ma per crescere davvero insieme alle persone che lo abitano. Per un consumo sempre più consapevole e un’idea evoluta di sostenibilità che abbraccia anche il design per l’infanzia.
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