Solaio interpiano. Il silenzio passa da qui
Separa due ambienti sovrapposti, ma la funzione del solaio interpiano non è solo strutturale. Contribuisce alla sicurezza antincendio, al comfort termoigrometrico e, in modo determinante, al benessere acustico degli occupanti. Può essere causa di disturbo tra appartamenti sovrapposti e contigui; per questo, progettazione e realizzazione devono considerare il solaio come un “sistema composto”, nel quale struttura, massetti, pavimenti, controsoffitti, serramenti e superfici opache concorrono alla prestazione finale
Voci, televisori e impianti generano rumore aereo; passi, cadute di oggetti e trascinamento di sedie producono rumore da impatto o da calpestio; tubazioni e apparecchiature possono trasmettere vibrazioni strutturali. Il solaio deve impedire la propagazione del rumore garantendo benessere acustico degli ambienti.
Com’è fatto un solaio interpiano
Il solaio interpiano è realizzato con tecnologie diverse in relazione all’epoca di costruzione, alle prestazioni attese e alle caratteristiche costruttive-archetipiche che connotano il fabbricato. Solai in legno, laterocemento, calcestruzzo armato pieno, lastre prefabbricate, elementi predalles, sistemi in acciaio, sistemi a secco, solai in vetro e strutture miste: non esiste una soluzione universale, dipende dalla destinazione d’uso dell’edificio e dalla prestazione attesa.
Per manutenzioni che interessano il solaio interpiano è essenziale la corretta conoscenza della stratigrafia esistente, la connotazione strutturale con i carichi agenti nonché la valutazione di compatibilità nel caso di aggravio con ulteriori carichi permanenti, accidentali o di cambio di prestazioni d’uso, come destinazione e sicurezza antincendio. È ipotizzabile, per il solaio interpiano residenziale tradizionale, dall’intradosso (basso) all’estradosso (alto), la finitura inferiore (controsoffitti o intonaci), componente strutturale, massetti tecnici alleggeriti per i passaggi impiantistici, sottofondo e pavimentazione di finitura.
Il riscaldamento e raffrescamento a pavimento, i tappeti acustici, isolamenti termici, la presenza di impianti elettrici o tubazioni determinano lo spessore dell’intero solaio influenzando gli spessori dei vari strati. Le nuove costruzioni e, per il vero, anche quelle edificate dal 1997, devono soddisfare i requisiti acustici al fine di non propagare il rumore molesto negli ambienti contermini.
Il riferimento normativo principale per l’acustica in edilizia in Italia è il DPCM 5 dicembre 1997, attuativo della Legge quadro sull’inquinamento acustico n. 447/1995. In particolare si parla di Isolamento dai rumori aerei tra diverse unità immobiliari (pareti e solai), Isolamento acustico di facciata contro i rumori esterni, Livello di rumore da calpestio dei solai, Rumorosità degli impianti tecnologici (continuing e discontinuing, come ascensori o scarichi).
Dal punto di vista acustico, la massa del solaio interpiano contribuisce a contenere il rumore aereo. A parità di condizioni, aumentando la massa dell’elemento si migliora l’isolamento alle frequenze medio-alte. In edilizia però devono essere considerate anche risonanze e frequenze critiche, trasmissioni laterali e percorsi indiretti che rendono insufficiente una valutazione basata soltanto sul peso della struttura.
Per il rumore da calpestio è più importante interrompere il contatto rigido tra pavimento e struttura. Il sistema più comune è il massetto galleggiante, dove il massetto non tocca direttamente né il solaio né le pareti perimetrali, ma poggia su uno strato elastico continuo. Quando una persona cammina sul pavimento, l’energia dell’impatto viene in parte ammortizzata dallo strato elastico anziché essere trasferita integralmente alla struttura.
Il massetto galleggiante: il nodo centrale del comfort acustico
Il massetto galleggiante inserito nel solaio interpiano è una delle soluzioni più utilizzate per il controllo del rumore da calpestio. La sua efficacia non è scontata e dipende dal rapporto tra massa del massetto e rigidezza dinamica dello strato resiliente, continuità della posa e corretta separazione dai muri.
La posa prevede la preparazione del supporto, l’installazione dello strato elastico, la collocazione della fascia perimetrale lungo le pareti, la realizzazione del massetto e infine la posa della pavimentazione. Lo strato resiliente può essere in polietilene espanso, gomma, fibre minerali o altri prodotti certificati per l’uso specifico. Non basta che sia morbido al tatto, devono essere considerate le sue prestazioni in condizioni di carico, la deformabilità, la resistenza allo schiacciamento e la compatibilità con il sistema.
La fascia perimetrale è l’elemento decisivo, alle volte dimenticato, per separare il massetto dalle pareti, dai pilastri, dalle soglie, dai vani tecnici e da ogni elemento rigido. Se il massetto entra in contatto con una parete anche in un solo punto, può crearsi un ponte acustico capace di compromettere il risultato complessivo. Dopo la posa del pavimento, la fascia eccedente viene generalmente rifilata e il giunto viene completato con una soluzione compatibile con la finitura e dove possibile conservata dietro lo zoccolino.
Il passaggio di tubazioni, corrugati e scatole elettriche deve essere progettato con attenzione e non dovrebbe essere previsto il passaggio nello strato resiliente. Se è inevitabile il passaggio, deve essere evitato il contatto rigido e i punti di passaggio devono essere sigillati.
Evitare le interruzioni della continuità è l’impegno da mantenere per non creare percorsi preferenziali per la vibrazione. Per questo il controllo della posa prima del getto del massetto è spesso più importante della scelta teorica del materiale per ottenere un solaio interpiano a regola d’arte.
Isolamento acustico in solai interpiano su edifici esistenti
Le stratigrafie ignote del solaio interpiano e gli spessori limitati rendono complesso l’intervento di isolamento acustico negli edifici esistenti.
Rimuovere il pavimento permette di realizzare un nuovo pacchetto con strato resiliente, massetto a basso spessore e nuova pavimentazione, ma richiede la verifica delle quote di porte, soglie, scale e balconi, oltre al controllo dei carichi aggiuntivi e dell’umidità residua. Modificando il solaio interpiano si va a variare il carico strutturale quindi una verifica statica deve essere preventivamente predisposta.
Nell’impossibilità di intervenire in modo efficace, si può intervenire con sistemi a secco o sottopavimenti acustici che normalmente garantiscono un risultato inferiore rispetto a quello ottenibile con un massetto galleggiante tradizionale, ma determinano un miglioramento.
L’intervento di isolamento acustico del solaio interpiano potrebbe avvenire anche dall’intradosso con la posa di un sistema di lastre ad adeguata massa, intercapedine e materiale fibroso da posare sul soffitto dei locali sottostanti per migliorare l’isolamento dal rumore aereo. La sua efficacia dipende dalla corretta progettazione dei pendini, dalla distanza dal solaio e dal trattamento dei bordi. Il controsoffitto, tuttavia, non è una risposta automatica al rumore da calpestio perché il percorso strutturale può restare rilevante e il miglioramento può essere limitato alle frequenze più alte.
Progettazione, controllo e collaudo
La progettazione acustica del solaio interpiano definisce prima il requisito da raggiungere, studia una stratigrafia, verifica i dettagli costruttivi e stabilisce le modalità di controllo; solo successivamente vengono scelti i materiali.
Lo strato resiliente, la sua continuità, il tipo di fascia perimetrale, i dettagli degli attraversamenti, il sistema di posa del massetto, le tolleranze e le modalità di protezione durante le lavorazioni devono essere studiati e in fase di posa documentati con fotografie delle fasi non più ispezionabili, come la posa delle fasce e la chiusura dei giunti.
Al termine dei lavori devono essere eseguite, da professionisti competenti, misurazioni fonometriche in opera; le prestazioni devono essere verificate a edificio ultimato, eseguite da professionisti competenti e analizzate considerando la configurazione dell’edificio, il rumore di fondo e i percorsi di trasmissione. Il collaudo acustico in opera (la misurazione strumentale dei requisiti acustici passivi) è obbligatorio per legge in Italia per le nuove costruzioni residenziali e per gli interventi di ristrutturazione pesante o cambio di destinazione d’uso che modificano le prestazioni acustiche delle partizioni.
Il solaio interpiano in condominio
L’isolamento acustico del solaio interpiano in condominio è causa di litigi e disagi tra chi è disturbato e chi, anche con un normale utilizzo, viene accusato di produrre rumori fastidiosi. Gli interventi sul pavimento devono sempre tenere in considerazione anche l’aspetto acustico che va a impattare sulla vivibilità dei locali sottostanti. La sostituzione di una finitura leggera con una stratigrafia molto più pesante può modificare i carichi permanenti; la rimozione di un vecchio pavimento può invece eliminare uno strato che contribuiva alla massa o alla protezione del solaio. In caso di manutenzione, seppur eseguita nei locali privati, deve coinvolgere anche l’amministratore quando sono interessate parti comuni.
L’articolo 1125 del Codice civile stabilisce che le spese di manutenzione e ricostruzione del solaio interpiano siano sostenute in parti eguali dai proprietari dei due piani sovrapposti; restano al proprietario del piano superiore la copertura del pavimento e al proprietario del piano inferiore l’intonaco, la tinta e la decorazione del soffitto. In presenza di isolamento acustico non efficace la valutazione sulla responsabilità andrà cercata o nel costruttore originario o negli interventi eseguiti successivamente dai due proprietari.
Negli edifici nuovi la prestazione dipende dalla qualità del progetto e dalla posa in cantiere; negli edifici esistenti, invece, la diagnosi preliminare è determinante, perché le soluzioni devono confrontarsi con quote, carichi, impianti e stratigrafie non sempre note. Il massetto galleggiante, il controsoffitto acustico e i sistemi a secco possono essere efficaci e performanti solo se adeguatamente studiati e dimensionati in relazione alle destinazioni d’uso e alle caratteristiche costruttive dell’edificio.
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