3 soluzioni per inserire l’isola anche in case da 50 mq
Con le giuste proporzioni e materiali coerenti, è possibile inserire l’isola anche in una cucina dalla metratura contenuta, per un ambiente efficiente e dal grande impatto visivo
«Integrare un’isola in una cucina di dimensioni ridotte è una scelta ambiziosa che richiede un progetto sartoriale. Ogni decisione, dai materiali al layout, dagli elettrodomestici ai dettagli, ha l’obiettivo di creare uno spazio operativo, conviviale e accogliente, che racconti la voglia di stare insieme», racconta l’architetta Valentina Autiero.
Valutazioni preliminari
In una cucina di dimensioni ridotte, solitamente l’isola ha una larghezza compresa tra i 90 e i 100 centimetri, affiancando i moduli più diffusi, ma si può scendere a 80 centimetri se viene utilizzata come semplice piano d’appoggio o bancone snack. La profondità è generalmente intorno ai 60–90 centimetri, mentre l’altezza si colloca sui 90 centimetri, che si riducono a circa 75 centimetri se deve essere usata come tavolo. Aspetto essenziale da tenere in considerazione sono gli spazi di movimento: la misura ottimale supera i 100 centimetri, o comunque non meno di 90 cm, per consentire l’apertura completa di cassetti e lavastoviglie e garantire libertà di movimento anche a due persone contemporaneamente.
Soluzioni progettuali
Le possibilità distributive sono diverse. Un layout molto apprezzato è quello che prevede un’isola contenitiva compatta, un monolite in cui gli accessori sono ridotti all’essenziale, a volte affiancata da un piano a sbalzo o sostenuto da gambe sottili. Un’isola piccola può assolvere una o due funzioni: top aggiuntivo, piano snack, vano contenitivo extra, anche per elettrodomestici compatti. Se l’isola costituisce solo un vano contenitivo o un piano d’appoggio, l’inserimento è molto più immediato. Se, invece, si desidera integrare un piano cottura o un lavello, la progettazione richiede accorgimenti specifici per la predisposizione degli impianti idrico, elettrico ed eventuale gas. Nel caso in cui non si voglia intervenire sugli impianti, esistono versioni mobili su ruote che si spostano all’occorrenza. Nelle cucine lunghe e strette si può valutare una versione con profondità ridotta oppure, se lo spazio centrale non consente un’isola libera, si può pensare a una penisola, prolungamento delle basi esistenti, capace di offrire la stessa presenza scenica dell’isola pur occupando meno spazio.
Stile
La percezione visiva gioca un ruolo fondamentale. «Il consiglio è di progettare l’isola come un elemento con una propria identità: coerente con il linguaggio complessivo della casa, ma allo stesso tempo capace di caratterizzare lo spazio, anche attraverso l’uso di materiali o volumi distintivi», suggerisce l’architetto Andrea Giovanni Rossi di Atelierzero. Palette chiare e finiture opache rendono isola e basi visivamente più leggere, mentre un top in continuità cromatica rafforza la coerenza dell’insieme. Anche il contrasto tra una composizione lineare più scura e un’isola chiara può funzionare bene, perché ne sottolinea il ruolo di fulcro dello spazio. Materiali e illuminazione artificiale incidono in modo decisivo sull’effetto finale: il legno naturale scalda l’ambiente, mentre una luce integrata sotto l’isola o sotto il top ne alleggerisce la percezione, facendola apparire quasi sospesa.



Articolo pubblicato su 100 Idee per Ristrutturare di febbraio 2026
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