Da bilocale a trilocale: tre soluzioni per ricavare una stanza in più in casa

di Elena Fassio

Da bilocale a trilocale: tre soluzioni per ricavare una stanza in più in casa
Foto di Pietra Studio

Trasformare un bilocale in trilocale? Sembra un’impresa titanica, ma con i giusti accorgimenti anche in pochi metri è possibile ricavare nuovi spazi da vivere

Uno studio per lavorare da casa, una camera per gli ospiti, una cameretta per un bimbo in arrivo. Le esigenze per cui voler aggiungere una camera in casa sono le più disparate. Se in un bilocale di grande metratura, infatti, si può abitare comodamente, senza particolari rinunce, anche in due, in un trilocale gli ambienti possono essere più caratterizzati. Certo, il living di un bilocale può essere di sufficiente metratura per ospitare degli amici a dormire, trasformando all’occorrenza il soggiorno in camera degli ospiti, o per avere un’area studio. Ma potrebbe esserci spazio sufficiente per inserire, per esempio, una stanza jolly.

Norme di legge. Se la metratura si aggira sui 70 metri quadrati o più, normalmente un bilocale si può facilmente trasformare in trilocale, acquisendo così un maggiore valore commerciale. Il trucco è sfruttare al meglio i centimetri preziosi dell’ingresso e dei locali di servizio, tra cui la cucina. Infatti, basta che siano presenti le aperture per l’aeroilluminazione previste dalla legge. Le modifiche dovranno tenere conto di quanto previsto dalle norme in merito alle superfici minime utili dei locali per abitazione, della necessità di avere un ambiente di disimpegno fra cucina e bagno (antibagno) e della verifica del rapporto aeroilluminante fra le aree calpestabili delle singole stanze e i relativi infissi esterni. «Le linee guida sono regionali, poi ogni Comune adotta norme specifiche – spiega l’architetto Marina Meola, dello studio Gruppo Tre Architettura -. Spesso, se si presenta la necessità di inserire un secondo bagno e la metratura e gli scarichi lo consentono, si sceglie di creare un bagno di servizio cieco. Per le altre stanze, invece, bisogna tenere conto del rapporto tra superficie finestrata e superficie del locale».

Basso impatto. Per contenere il costo dei lavori, la nuova distribuzione può cercare di mantenere la posizione originaria degli impianti idrico e di scarico di bagno e cucina. Spostando alcune pareti sarà inevitabile ripavimentare almeno parte dell’appartamento, ma, scegliendo una nuova pavimentazione di spessore ridotto, la si potrà sovrapporre all’esistente, per un intervento meno invasivo. «Il modo migliore per ottimizzare i costi e i tempi è rivolgersi a un architetto che viva in prima persona il cantiere – sostiene Gabriele Gelmetti -. Durante un intervento, specialmente se la casa è vecchia, si può incontrare qualsiasi ostacolo. Inoltre, comprendere bene la spazialità dell’abitazione aiuta ad accorgersi subito di eventuali problemi di funzionalità degli ambienti progettati su carta».

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Foto di Armando Moneta

Dagli anni ‘60 a oggi

di Andrea Castrignano

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Foto di Pietra Studio

Tutti attorno alla zona giorno

di arch. Gabriele Gelmetti

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Foto di Francesco Papotti

Stile hygge e industriale

di studio GruppoTre

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Articolo pubblicato su 100 Idee per Ristrutturare di Luglio 2022

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