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mercoledì, 8 Luglio 2020

Diffusioni luminose

di Leonardo Selvetti

La luce – elemento primario nella progettazione degli interni – arreda, modella e suddivide gli ambienti.

La luce influenza la nostra percezione degli spazi, l’uso razionale delle varie zone funzionali e persino il benessere psicofisico di chi li abita.

Rachele Biancalani, architetto

Trovare soluzioni che permettano di sfruttare al massimo l’apporto di luminosità, conducendola nelle zone potenzialmente buie, è una vera e propria sfida progettuale che deve tener conto delle esigenze del cliente e delle caratteristiche dell’immobile.

Luce naturale

Quando si opera una ristrutturazione, molto spesso è impossibile andare ad ampliare le finestre delle abitazioni esistenti, sia perché si agisce su edifici vincolati, sia perché si tratta di situazioni in condominio e, infine ma non meno importante, per ragioni strutturali. È spesso possibile invece andare ad aprire delle finestre da tetto o inserire dei “tunnel di luce” che portino la luce zenitale dentro casa.

Rachele Biancalani, architetto

In entrambi i casi, si sfrutta la “quarta parete” dell’immobile, ovvero la copertura. Se a volte può bastare demolire una parete per illuminare un’intera casa, altre volte sono necessari degli escamotage differenti:

per moltiplicare la luce proveniente dall’alto, ad esempio, è possibile utilizzare elementi orizzontali in vetro strutturale, come porzioni di pavimento o le pedate di una scala, oppure, ancora, demolire parti di soffitto o controsoffitto creando dei doppi volumi inondati di luce.

Rachele Biancalani, architetto

Luci architetturali

Estrema attenzione va riposta nell’implementazione dei sistemi di luce artificiale.

A tale scopo dobbiamo affidarci a un professionista qualificato che sia in grado di fare un progetto di lighting design e non aspettarci che sia l’elettricista a suggerirci dove e come posizionare le lampade, perché questo non è il suo lavoro.  Il fai da te per l’illuminazione di una casa davvero non funziona! Per prima cosa dobbiamo conoscere con precisione come verranno utilizzati i vari ambienti e modulare la luce pensando prima di tutto alla funzionalità e, possibilmente, alla flessibilità poiché le modifiche all’impianto non son certo una cosa facile a posteriori.

Rachele Biancalani, architetto

Anche in questo caso le possibilità sono varie e dipendono dalle richieste del committente, nonché dalle necessità architettoniche e funzionali.

Consigli

I tipi di illuminazione artificiale che utilizzo preferibilmente sono tre: luce indiretta, luce diretta continua e luce spot. La luce indiretta se proveniente dall’alto simula la luce naturale. Le luci dirette invece servono a illuminare le zone operative o a mettere in evidenza un elemento specifico L’uso degli specchi per “raddoppiare” la luce è un espediente sempre efficace, e oltre ad avere questo effetto, tutte le superfici riflettenti (dal metallo lucido alle finiture lucide degli arredi) ampliano gli spazi dando delle nuove prospettive che “bucando” le pareti.

Rachele Biancalani, architetto

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