La stufa a pellet: una soluzione per il riscaldamento in condominio

26 Ottobre 2026, 16:22 In cantiere , Impianti , Stufe e camini
La stufa a pellet: una soluzione per il riscaldamento in condominio

La stufa a pellet è un’alleata per chi cerca soluzioni alternative a sistemi di riscaldamento tradizionali. Sia utilizzata come soluzione esclusiva sia a supporto dell’impianto tradizionale per le giornate più fredde, è una scelta sempre più frequente anche in condominio.

Spesso, in contesti con impianto centralizzato, le esigenze diverse tra i condomini vengono soddisfatte pensando all’installazione di una stufa a pellet che renda autonomo e indipendente dagli altri il riscaldamento delle abitazioni. Seppur di semplice installazione e di immediato utilizzo, la scelta di installare una stufa a pellet è conseguente a molte verifiche che renderanno fattibile o improbabile la realizzazione dell’impianto. Prima di acquistare la stufa a pellet è necessario verificare lo scarico dei fumi, la presa d’aria, la compatibilità con l’edificio, le regole locali e l’eventuale coinvolgimento dell’amministratore.

La stufa a pellet: una soluzione per il riscaldamento in condominio

Parti private e condominiali interessate dall’installazione della stufa a pellet

La stufa a pellet è installata internamente, nello spazio privato; tuttavia, per collegarla correttamente è indispensabile una canna fumaria che vada a tetto attraversando muri, solai, cavedi, copertura o sviluppata in facciata. A eccezione della parte interna all’appartamento, le altre parti sono in generale condominiali e per intervenire è indispensabile comunicare preventivamente all’amministratore il progetto o almeno una relazione tecnica completa.

L’assemblea condominiale non può interdire la realizzazione di qualsiasi intervento, ma l’opera non deve recare danno alle parti comuni, pregiudicare la sicurezza o alterarne il decoro architettonico. Per esempio, se l’installazione si sviluppa in facciata e, come obbligatorio, la canna fumaria arriva a tetto, deve essere valutato l’impatto della posa e consentito l’uso futuro della parte comune da parte degli altri condomini.

Per operare in tranquillità e non avere ostacoli da parte degli altri condomini è consigliabile inviare all’amministratore la scheda tecnica della stufa con l’indicazione della potenza nominale, lo schema del percorso del condotto fumario, fino allo sbocco finale, una relazione dell’installatore o di un tecnico che certifichi la compatibilità con l’edificio. Andranno poi descritti i materiali, le distanze di sicurezza e gli attraversamenti, i riferimenti a eventuali pratiche edilizie richieste dal Comune e la dichiarazione di conformità prevista per gli impianti realizzati.

La fattibilità deve essere verificata con le prescrizioni del regolamento condominiale e con i limiti derivanti da edifici vincolati o situati in centri storici.

È possibile installare una stufa a pellet in condominio?

Nella maggior parte degli edifici l’installazione è possibile quando sono rispettate alcune condizioni:

  • l’apparecchio è certificato e dimensionato per l’ambiente da riscaldare;
  • il collegamento al camino, canna fumaria o altro sistema di evacuazione è progettato e realizzato nel rispetto delle distanze, dei materiali e delle regole sia locali sia nazionali;
  • la stanza in cui viene installata la stufa a pellet è sufficientemente ampia da garantire aria comburente, distanze di sicurezza e spazi adeguati;
  • l’intervento non compromette la sicurezza, la stabilità o il decoro dell’edificio;
  • sono rispettati regolamento condominiale, regolamenti edilizi e prescrizioni regionali o comunali. Per i generatori a biomassa fino a 35 kW, la norma tecnica di riferimento è la UNI 10683:2022, che disciplina la verifica, l’installazione, il controllo e la manutenzione e richiede la presenza di un sistema di evacuazione dei prodotti della combustione;
  • l’installazione è eseguita da un’impresa abilitata, che rilascia la dichiarazione di conformità e aggiorna la documentazione dell’impianto.

Cosa fare in assenza di canna fumaria

L’assenza di una canna fumaria esistente non esclude a priori la possibilità di installare una stufa a pellet, ma rende necessario progettare un nuovo sistema. Le possibilità pratiche sono principalmente tre.

Inserimento in una canna esistente idonea

È la soluzione più semplice quando l’edificio dispone di un camino inutilizzato, di una canna individuale o di un condotto collettivo compatibile. Prima di posare la stufa a pellet, il tecnico deve verificarne sezione, tenuta, altezza, resistenza alla temperatura e compatibilità con il combustibile solido. È indispensabile che la canna fumaria esistente sia libera, ma non è una caratteristica sufficiente: deve essere dichiarata idonea per l’evacuazione dei fumi del nuovo apparecchio.

La stufa a pellet: una soluzione per il riscaldamento in condominio

Realizzazione di nuova canna fumaria

Si può realizzare una canna fumaria dedicata, spesso in acciaio inox, con sviluppo verticale fino alla copertura. In facciata il condotto deve essere fissato, coibentato e posizionato rispettando distanze, aperture, balconi e ostacoli. Il progetto deve considerare la formazione della condensa e della fuliggine e deve prevedere l’ispezione e agevolare le attività di pulizia periodica evitando le canne corrugate.

Questa soluzione è spesso utilizzata nei condomini privi di una canna disponibile, anche se determina un importante coinvolgimento delle parti comuni, una modifica dell’estetica dell’edificio e l’ottenimento di autorizzazioni specifiche.

Utilizzo di un cavedio esistente

Seppur una eventualità auspicabile in molte situazioni perché evita la realizzazione di interventi che vanno a modificare il decoro e l’estetica dell’edificio, l’utilizzo di cavedi tecnici per l’inserimento di una canna fumaria è possibile solo dopo verifica di idoneità certificata dall’installatore o da un tecnico abilitato.

È possibile lo scarico orizzontale a parete?

La normativa prevede che le nuove installazioni abbiano sbocco sopra il tetto e le deroghe si riferiscono a casistiche circoscritte, come la sostituzione di generatori individuali preesistenti, vincoli di tutela, impossibilità tecnica asseverata o alcune ristrutturazioni di impianti individuali in edifici plurifamiliari. Le condizioni tecniche e i requisiti del generatore sono però specifici e non costituiscono un lasciapassare generale per le stufe a pellet.

In pratica, lo scarico a parete non va considerato una scorciatoia. Prima di valutarlo occorrono un tecnico abilitato, la verifica della fattispecie di deroga, il rispetto delle distanze e delle regole regionali e comunali. Se non esiste una deroga applicabile, la stufa non è installabile in quel punto.

La manutenzione della stufa a pellet

Gli interventi di manutenzione servono a mantenere rendimento e sicurezza, ridurre il rischio di incendio e limitare le emissioni. La pulizia ordinaria viene eseguita dall’utente mentre la manutenzione specifica e la pulizia della canna fumaria sono attività da demandare a una ditta specializzata.

In relazione all’intensità d’uso, a ogni utilizzo, a stufa spenta, fredda e scollegata dall’alimentazione elettrica, l’utente dovrebbe rimuovere la cenere dal braciere, aspirare i residui con un aspira-cenere adatto e controllare che i fori di alimentazione dell’aria non siano ostruiti. Il vetro e le guarnizioni vanno controllati e detersi con prodotti o utensili adeguati.

La manutenzione completa, invece, deve essere programmata annualmente prima della stagione di riscaldamento. Il tecnico controllerà, secondo il modello, la camera di combustione, il braciere, i ventilatori, lo scambiatore, le guarnizioni, i pressostati, le sonde, il sistema di alimentazione del pellet, i collegamenti elettrici e i parametri di combustione.

La stufa a pellet: una soluzione per il riscaldamento in condominio

In conclusione, in condominio la stufa a pellet è una scelta possibile quando lo scarico dei fumi è tecnicamente e giuridicamente realizzabile, l’intervento rispetta parti comuni e decoro e la manutenzione viene programmata con continuità. Se non c’è una canna fumaria, non è necessario rinunciare automaticamente, ma bisogna mettere in conto la realizzazione di un condotto idoneo. Senza un’evacuazione sicura dei fumi, la stufa non deve essere installata. Lo stesso vale in assenza di un’adeguata ventilazione degli ambienti, nel rispetto della norma UNI 10683 e delle prescrizioni riportate nel libretto di installazione.

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