Ristrutturare un’appartamento anni Settanta di Milano

di Maria Chiara Voci

Stessa luce, stessa vista, all’interno di una prospettiva completamente nuova. Esigenza dei committenti era creare spazio in un ambiente piccolo sfruttando un sistema di scaffalature e di armadiature.

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In un palazzo costruito negli anni Settanta a Milano, l’architetto Annalisa Carli ha redistribuito gli ambienti, ristrutturando un appartamento di 130 metri quadrati, così da sfruttare al meglio spazio e luce naturale.

Verso nord, dove prima un corridoio conduceva al living, ora è sistemata la zona notte.

Mentre a sud, la luce naturale illumina l’ampia zona giorno. L’architetto ha concentrato i bagni, prima opposti rispetto allo spazio di passaggio, tra l’ingresso e la camera da letto matrimoniale. A schermare lo sguardo di chi entra, una boiserie bianca con porte a filo che conducono a un bagno e alla zona lavanderia.

Accostata ai colori neutri dell’ingresso, la carta da parati raffigurante una strada di città con un tram dà profondità e verticalità allo spazio e disegna il profilo di un centro come quello del capoluogo lombardo.

Pochi passi oltre, si apre il living, tutto strutturato su toni neutri bianchi e grigi. Mobili realizzati su misura, lampade e accessori di design si combinano con elementi di famiglia. Tra questi, il sistema di scaffalatura e supporto televisione, con il suo legno chiaro, riflette la luce che filtra dalle grandi vetrate che si affacciano sul balcone e amplifica i raggi. In comunicazione con lo spazio per il relax in famiglia, la cucina ruota attorno all’isola centrale.

Annalisa Carli ha arricchito di lampade l’intera zona giorno: un primo livello di barre led a incasso crea un’illuminazione diffusa; a un secondo livello, luci puntuali a sospensione mettono in risalto i diversi angoli delle stanze.

I due bagni sono adiacenti, collegati da una finestra che permette un ricambio d’aria anche in quello cieco, e si appoggiano a una stessa colonnina di scarico. Al primo, dotato di uno specchio di notevoli dimensioni che amplifica visivamente lo spazio, si accede dall’ingresso, al secondo dalla camera matrimoniale.

L’architetto ha utilizzato un pannello di cartongesso per donare alla camera da letto matrimoniale una nuova atmosfera: ha ingrossato la parete dietro la testata in legno per realizzare due velette ad altezze diverse che nascondono le barre led e creano un gioco di pieni e di vuoti.

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