Una storia di casa

di Elena Fassio

Il restauro di di Studio Vilablanch e TDB Arquitectura

Il tempo è un’artista che dona vita e carattere. Il suo lavoro non va quindi coperto, ma mostrato, creando connessioni ed equilibrio tra il vecchio e il nuovo

Un edificio antico che viene nuovamente abitato, un pavimento che torna a essere calpestato, un muro che vede di nuovo la luce dopo anni passati sotto strati di intonaco. Numerosi architetti abbracciano una filosofia della ristrutturazione che non mira a cancellare i segni del tempo, ma a mostrarli come ricchezza storica e tocco di carattere. I pavimenti e i rivestimenti in particolare permettono di giocare sugli accostamenti e sulla ricerca di armonia tra antico e moderno, usando anche materiali innovativi. Cotto e ceramiche vengono così affiancati a resine e microcementi, vecchi parquet vengono levigati, lucidati e circoscritti, lasciando memoria visibile del perimetro delle antiche stanze.

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Condizioni. Per recuperare ed utilizzare un pavimento preesistente devono però essere presenti alcune condizioni di partenza. «La pavimentazione deve essere in buono stato, perché non si può rimuovere», spiega l’architetto Iris Capra dello studio Dxp. «I parquet e le cementine antiche sono più spessi e pesanti di quelli usati oggi. Inoltre, avevano una modalità di posa diversa, che non permette di sollevarle senza romperle. Il progetto deve quindi essere il più possibile conservativo e lo stile dell’abitazione deve permetterlo, perché il pavimento antico aggiunge sicuramente una nota sofisticata».

Accostamenti. Nel caso in cui si debba ampliare la superficie pavimentata, magari perché un muro è stato abbattuto per creare un open space o due ambienti sono stati uniti, il consiglio è di abbinare un materiale moderno e tecnologico. «O si dà continuità o si stacca completamente, ma sempre rendendo evidente il contrasto tra materiale antico e moderno», continua l’architetto Capra. «Per richiamare lo stile si possono per esempio usare cementine o gres con geometrie classiche, magari giocando con colori a contrasto. Se invece si vuole far risaltare la parte murale o il rivestimento preesistente meglio abbinare una superficie liscia e neutra, magari senza fughe, come un microcemento»

Utilizzi. I rivestimenti recuperabili non sono solo quelli a pavimento, ma anche soffitti, decorazioni in legno, stucchi, rilievi, mosaici e intarsi. Tantissime abitazioni, e non solo quelle dichiarate patrimonio culturale, nascondo ricchezze artistiche antiche. Per valorizzarle è necessario donargli nuova attenzione, rendendo gli altri elementi della stanza funzionali nei colori e nelle forme a bilanciare la porzione antica. A volte invece la storia si cela sotto il rivestimento. Ecco allora che sotto smalti e intonaci si scoprono antichi muri in pietra o mattone, che possono donare un sapore industriale, caldo e grintoso allo stesso tempo, all’intera abitazione.

Un appartamento che esalta le sue radici

di Studio Dxp

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Un restauro contemporaneo per un edificio protetto

di Studio Vilablanch e TDB Arquitectura

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Un’ex distilleria in colori pastello

di Kanaal

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Articolo pubblicato su 100 Idee per Ristrutturare ottobre 2020

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