Una stanza in più: idee per creare una camera dove prima non c’era
Qual è la strategia migliore per ottimizzare la metratura in modo da ricavare una stanza in più? A partire da un’analisi dei vincoli dell’edificio, occorre valutare caso per caso
Cosa fare quando c’è un figlio in arrivo? O quando lo smart working impone orari rigidi e crea confusione all’interno di casa? Come abbiamo sperimentato nei mesi di lockdown e di zona rossa, condividere gli spazi in casa può essere complicato. Soprattutto nel caso in cui i diversi membri di una famiglia conducano attività differenti nel corso della giornata. E, se occorre usare la propria abitazione anche come ambiente di lavoro, si rischia di incorrere in difficoltà nell’utilizzo nelle varie zone domestiche, per cui un piccolo studio può risultare salvifico. Al di là delle criticità recenti, poi, c’è l’emergenza più antica del mondo: l’arrivo di un figlio, che costringe ad allargare gli spazi e a cambiarne l’organizzazione. In queste circostanze, un architetto può ripensare la distribuzione dei vani indoor e rifunzionalizzare la metratura, così da ottimizzare gli spazi in modo da poter ricavare uno o più ambienti aggiuntivi.
Prospettiva complessiva. «La maggior parte delle volte conviene ripensare in maniera globale – spiega Matteo Italia, architetto dello studio Italia&Partners –. Il progetto dipende sempre dalle proporzioni tra gli spazi, per cui se una casa è molto piccola conviene lavorare sulla sua totalità, mentre nel caso di un’abitazione più ampia è possibile concentrarsi su una sola zona. Occorre fare un ragionamento che analizzi i costi e i benefici per valutare come ottenere il risultato più funzionale».
Vincoli. All’interno di un appartamento, è possibile reimmaginare completamente lo spazio. «L’operazione più efficace consiste in un rifacimento totale – dichiara l’architetto Carola Vannini –. Ovviamente il tipo di intervento dipende in primis dalle richieste dei clienti, ma bisogna sempre valutare tutti i vincoli. A partire dai muri portanti che non si possono toccare, da tutti i limiti che l’edificio impone e dagli impianti che restringono ulteriormente il margine della progettazione». Insieme a questi, anche «la presenza di finestre costituisce un grosso vincolo nella realizzazione di nuovi spazi perché occorre creare equilibri di luce interni – prosegue Matteo Italia –. Per cui, nel caso in cui l’illuminazione naturale sia troppo bassa, specialmente nella creazione di uno studio, invece di creare pareti strutturali, una buona soluzione può essere l’installazione di separé o mobili realizzati su misura che suddividano gli spazi diversamente, senza aprire o chiudere ambienti ciechi».
Distribuzione, accorpamento, e..? Si può ripensare la metratura in infiniti modi, ma la superficie resta sempre della stessa misura. Per cui occorre elaborare stratagemmi per ottimizzare le dimensioni. «Attraverso l’accorpamento di funzioni diverse e l’unione di due zone in un unico ambiente – spiega Gloria Giannicchi, architetto dello studio Archenjoy – è possibile realizzare stanze più ariose e aperte anche riducendone la metratura. Così da poter convertire l’uso di una parte dello spazio recuperato. Inoltre, anche un cambiamento di distribuzione consente di valorizzare al meglio l’ambiente». In entrambi questi casi, se l’intervento non tocca la facciata o la parte strutturale, sarà sufficiente consegnare in Comune la CILA.
Ampliare la percezione spaziale
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Riconnettere gli ambienti tra loro
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Rimpicciolire, accorpare, ridistribuire
di Studio Archenjoy
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Articolo pubblicato su 100 Idee per Ristrutturare giugno 2021
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