Anta e telaio della finestra: un nodo critico

di Paola Triaca

Sezione tecnica di un nodo finestra con isolamento a cappotto: il dettaglio mostra il telaio della finestra integrato nel controtelaio e nel cassonetto monoblocco coibentato, con davanzale e controdavanzale isolati per garantire continuità termica tra muratura interna ed esterna ed eliminare i ponti termici.
Sezione tecnica di un nodo finestra.

I serramenti, sia interni come le porte, sia esterni come finestre e portefinestre, rappresentano punti critici nella muratura e richiedono attenzione sia in fase progettuale sia in fase esecutiva. Il telaio della finestra, in particolare, costituisce un elemento delicato anche per la sua natura apribile, che lo espone a usura, sollecitazioni e possibili malfunzionamenti nel tempo

La sostituzione degli infissi è un intervento strategico per migliorare l’efficienza energetica, il comfort abitativo e la sostenibilità ambientale della casa. Ma per ottenere risultati davvero efficaci non basta scegliere un buon serramento: anche il telaio della finestra, la qualità della posa e la correzione dei ponti termici giocano un ruolo decisivo nelle prestazioni finali.

Finestre e porte sono costituite da un telaio fisso, murato o ancorato al vano, e da un’anta mobile; negli elementi rivolti verso l’esterno è presente il vetro, elemento da attenzionare per limitare la dispersione di calore verso l’esterno e l’irraggiamento solare nel periodo estivo. Per garantire isolamento termico, acustico e tenuta all’aria, ogni componente — a partire dal telaio della finestra — deve essere progettato e posato a regola d’arte, senza trascurare alcun dettaglio.

Il nodo telaio-muratura e quello tra telaio e anta rappresentano i punti più delicati del sistema; una scarsa cura dei dettagli può comprometterne le prestazioni, causando spifferi, condense e muffe. L’obiettivo nella posa dell’accoppiata anta e telaio della finestra è garantire la continuità delle sigillature e verificare l’efficienza delle guarnizioni, affinché impediscano dispersioni e assicurino nel tempo la stabilità dell’elemento.

Montare una nuova finestra su un telaio esistente

Negli interventi di manutenzione e ristrutturazione è frequente mantenere il controtelaio, ossia la parte murata della finestra, sostituendo solo la porzione esterna visibile, cioè telaio e anta; in alcuni casi si interviene rimuovendo unicamente ante, coprifili e ferramenta per posare il nuovo blocco telaio-serramento sul serramento esistente. Questa soluzione è adottata quando il serramento è direttamente murato con zanche alle spalle e la sua rimozione comporterebbe danneggiamenti alla facciata.

La scelta non è a priori errata, tuttavia richiede attente valutazioni affinché il nuovo telaio della finestra, pur performante, non perda efficienza a causa della mancata sostituzione dell’elemento esistente.

Montare un serramento nuovo, solitamente in legno o in acciaio, sopra un serramento esistente significa operare in sovrapposizione. Questa soluzione non consente l’eliminazione dei ponti termici e garantire la continuità dell’isolamento può richiedere interventi murari localizzati per evitare la formazione di ponte termico, con conseguente dispersione di calore e comparsa di condense e muffe.

Per migliorare l’isolamento, in queste situazioni, è preferibile adottare materiali nanotecnologici, possibilmente traspiranti, soprattutto in corrispondenza del nodo tra muratura e telaio della finestra.

La fase preliminare di analisi dell’esistente è strategica e consente di prevenire problemi che, a posteriori, risulterebbero difficilmente risolvibili. Indispensabile è la verifica del telaio della finestra murato che, qualora non venga sostituito, deve risultare ben ancorato alla muratura, integro e privo di deformazioni, tarli, ruggine, marcescenze o muffe. Prima della posa del nuovo serramento è necessaria un’accurata pulizia delle superfici di contatto, con la rimozione delle ante esistenti, della ferramenta e delle guarnizioni degradate.

Con attenzione e precisione dovrà essere rilevata la misura della luce, ossia il “vuoto nel muro”, per ordinare il nuovo serramento con dimensioni corrette e comprensive delle tolleranze necessarie per spessori e sigillanti. In fase di posa, il nuovo telaio della finestra sarà installato mediante distanziatori e accorgimenti idonei a garantire verticalità e planarità tra elemento esistente e nuovo, nonché la corretta realizzazione del giunto con soglie e davanzali, sui quali collocare nastri espandenti ed elementi di raccordo compatibili con i materiali impiegati.

Durante la posa è necessario verificare che l’elemento sia perfettamente a piombo, per evitare che il nodo tra anta e telaio della finestra, nelle fasi di apertura e chiusura, generi sollecitazioni o forzature anomale. Fondamentale, soprattutto ai fini della tenuta e dell’efficienza energetica, è la fase di sigillatura, che deve garantire la continuità della barriera all’aria e all’acqua, eliminando spifferi e discontinuità.

Completata la posa della componente fissa, si procederà al montaggio delle ante, alla regolazione delle cerniere e alla posa delle guarnizioni, affinché la chiusura in battuta risulti uniforme. L’ultima fase della lavorazione del telaio della finestra consiste nell’applicazione di coprifili o profili di rivestimento, necessari per coprire il vecchio controtelaio e proteggere il giunto tra i due elementi.

Come evitare gli spifferi tra anta e telaio della finestra

Con il tempo, tra l’anta e il telaio della finestra possono formarsi micro-passaggi d’aria che riducono sensibilmente le prestazioni energetiche e il comfort degli ambienti interni. Le cause sono riconducibili a guarnizioni usurate, regolazioni errate della ferramenta, deformazioni del serramento o alla mancata sigillatura del vuoto tra controtelaio e telaio.

Gli interventi possibili variano e possono consistere in semplici regolazioni oppure in vere e proprie sigillature dei giunti. La prima azione, poco onerosa, consiste nella regolazione di cerniere e punti di chiusura mediante le apposite viti, aumentando la pressione dell’anta sulle guarnizioni e migliorando la tenuta all’aria senza irrigidire eccessivamente il movimento.

Anta e telaio della finestra: un nodo critico

In presenza di guarnizioni screpolate per essiccazione, indurite o fessurate, è opportuno procedere alla loro sostituzione con elementi compatibili con l’esistente, ripristinando il contatto continuo lungo l’intero perimetro. Con il tempo, tra il telaio della finestra e la muratura possono formarsi fessure: la sigillatura deve quindi essere eseguita con silicone o schiuma poliuretanica espansa, applicati in modo continuo lungo il perimetro interno, previa rimozione delle parti deteriorate.

Da non sottovalutare è anche l’isolamento dei cassonetti delle tapparelle avvolgibili, da realizzare con pannelli isolanti e materiali sigillanti idonei, così da ridurre ulteriormente le dispersioni.

Quale legno utilizzare per le finestre?

Le finestre in legno non sono tutte uguali. Il materiale varia in base all’essenza e alla tecnologia impiegata: legno lamellare, massello o profili compositi; densità, durabilità naturale, stabilità, ciclo di finitura e protezione, cromatismo e comportamento agli agenti atmosferici determinano le prestazioni nel tempo e incidono direttamente sul costo del serramento e del telaio della finestra.

Per le finestre esterne è generalmente consigliabile utilizzare essenze robuste, in grado di garantire stabilità e limitare le deformazioni. Tra le più diffuse vi è il rovere, legno duro e resistente, adatto a infissi esposti agli agenti atmosferici, con elevata durabilità e buona lavorabilità. Il larice, ad esempio, è apprezzato per la venatura marcata che lo rende esteticamente riconoscibile e per la naturale resistenza agli agenti esterni.

Per l’anta e il telaio della finestra nella configurazione legno-alluminio possono essere impiegate anche essenze più tenere, come pino e abete, poiché la protezione esterna in alluminio riduce l’esposizione diretta agli agenti atmosferici. È comunque consigliabile applicare vernici e finiture specifiche, evitando condizioni di umidità persistente. I trattamenti devono essere ripetuti nel tempo attraverso adeguati cicli di manutenzione, così da preservare le prestazioni e prolungare la durabilità del serramento.

Anta e telaio della finestra: no alle improvvisazioni

L’accoppiata anta e telaio della finestra rappresenta sempre un punto di discontinuità nella muratura, soprattutto in quella esterna, e richiede una progettazione accurata. Sia negli interventi di nuova realizzazione sia nelle sostituzioni dell’esistente, lo studio del dettaglio garantisce comfort interno, risparmio energetico e qualità degli ambienti.

La presenza di spifferi o discontinuità nell’isolamento determina dispersioni energetiche, con conseguente aumento dei costi di gestione e formazione di muffe, spesso difficili da eliminare senza interventi invasivi. A partire dalla verifica del supporto, passando per la scelta dei materiali e concludendo con una posa meticolosa, si realizza un nodo tra anta e telaio della finestra in grado di assicurare elevate prestazioni nel tempo.

Terminata l’installazione, anche le finestre devono essere inserite in un programma di manutenzione che preveda la verifica periodica delle guarnizioni, la pulizia accurata della ferramenta e di tutte le componenti, nonché il controllo della stabilità e della messa a piombo delle ante e del telaio della finestra.

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