Pitture a calce: fascino naturale, traspirabilità e usi corretti

di Paola Triaca

Pitture a calce: fascino naturale, traspirabilità e usi corretti

Le pitture a calce rappresentano una soluzione naturale e traspirante, oggi riscoperta per migliorare la salubrità degli ambienti. Dalla composizione minerale ai corretti ambiti di applicazione, il testo approfondisce vantaggi, limiti e funzionamento di uno dei materiali più antichi dell’edilizia tradizionale

Le pitture stanno vivendo una rinnovata attenzione grazie alla crescente ricerca di materiali naturali e soluzioni capaci di migliorare la salubrità degli ambienti indoor. In questo contesto, le pitture a calce stanno ampiamente ritornando in uso dopo essere state abbandonate per le più economiche pitture sintetiche. La ricerca di materiali naturali, l’attenzione a un’edilizia biologica che rispetta la salute delle persone e orienta alla realizzazione di spazi indoor salubri, hanno riportato in auge l’utilizzo delle pitture a calce applicate per secoli sugli edifici del Mediterraneo fino alla prima metà del Novecento e poi sostituite dalle più pratiche e pronte all’uso idropitture sintetiche.

Pitture a calce della città di Ostuni.
Skyline della città bianca di Ostuni

Dove utilizzare le pitture a calce.

Le pitture a calce non sono un prodotto di sintesi industriale, ma il risultato di una trasformazione chimica. Il loro impiego è legato al restauro di edifici storici e di immobili di architettura tradizionale, dove l’intervento prevede la conservazione delle caratteristiche e dell’aspetto estetico, nonché la compatibilità chimica e meccanica con i materiali presenti. La caratteristica delle pitture a calce che le rende la soluzione ideale è la loro naturale traspirabilità che permette alle murature antiche di traspirare evitando l’accumulo di umidità interstiziale e il conseguente distacco degli intonaci. La calce si integra con il supporto storico e garantisce nel tempo la conservazione delle murature.  

Pitture a calce: fascino naturale, traspirabilità e usi corretti
La cittadina di Oia, sull’isola di Santorini, con le sue tradizionali case bianche

Essendo un materiale completamente naturale, la calce non emette Composti Organici Volatili (Cov) dannosi per la salute e la sua eccezionale traspirabilità permette alle pareti di regolare naturalmente l’umidità interna degli ambienti contribuendo a creare un microclima salubre e confortevole. L’utilizzo della calce migliora le prestazioni degli edifici abbassando molti degli inquinanti che più o meno consapevolmente provengono dal processo costruttivo.

In ambienti soggetti a condensa, come bagni e cucine, la pittura a calce, caratterizzata da pH elevato 10-12, è un battericida e fungicida naturale; la porosità dell’intonaco permette di assorbire l’umidità in eccesso, la condensa, rilasciandola gradualmente quando l’ambiente si asciuga. Unica accortezza è non posare la pittura a calce a diretto contatto con l’acqua, come per esempio nei box doccia. L’abbinata perfetta è una posa su intonaco civile nuovo, preferibilmente a base di calce idraulica naturale (NHL) perché permette alla calce di penetrare in profondità e, attraverso la carbonatazione, creare un legame indissolubile con la parete.

Il processo chimico. Da pietra a pietra.

La particolarità delle pitture a calce è strettamente connessa alla modalità di formazione del materiale che viene posato sulle pareti. Non un prodotto industriale, ma il prodotto della trasformazione di una pietra in pittura e successivamente ancora in pietra dopo la posa.

Pitture a calce: fascino naturale, traspirabilità e usi corretti
Ad Alberobello, le tradizionali pitture a calce rivestono i trulli di un bianco luminoso

Il primo passaggio prevede la cottura, a temperature che sfiorano i 900°C, della pietra calcarea, carbonato di calcio, per provocare la decomposizione termica del calcare, la liberazione dell’anidride carbonica e la trasformazione in “calce viva” (ossido di calce), altamente reattiva e caustica. Successivamente il materiale viene spento con ossido di calcio a contatto con l’acqua. Questa reazione sviluppa molto calore, esotermica, e genera l’idrossido di calcio, “calce spenta”.

Quando lo spegnimento avviene con molta acqua e il composto viene lasciato maturare per mesi (o addirittura anni), si ottiene il grassello di calce, una pasta densa, untuosa e purissima, che costituisce il cuore e il legante principale della vera pittura a calce.

Il processo chimico non è completato. Posando la pittura a base di grassello di calce sulla parete, l’acqua evapora e l’idrossido di calcio, in contatto con l’anidride carbonica presente nell’aria, compie un lento processo chiamato carbonatazione trasformandosi in carbonato di calcio. Quindi, la pittura a calce forma un sottilissimo strato di pietra calcarea sulla parete, che si indurisce e si cristallizza nel tempo.

La ricetta delle pitture a calce.

Semplici e naturali, le pitture a calce si compongono di pochissimi elementi essenziali che le differenziano dalle vernici acriliche. I grandi assenti sono i componenti del petrolio, solventi e conservanti chimici. L’ingrediente principale è il grassello di calce, ottenuto con mesi di “stagionatura”, steso con l’aggiunta di acqua. Per ottenere un prodotto colorato si utilizzano pigmenti naturali (le terre ocra, terra di Siena, terra d’ombra) o gli ossidi minerali. La scelta di optare per additivi naturali è legata al processo chimico: la calce ha pH elevato, fortemente alcalino, e “brucerebbe” i normali pigmenti organici o sintetici.

Per migliorare la resa e agevolare la posa delle pitture a calce vengono aggiunti additivi naturali come, per esempio, lolio di lino cotto che in piccolissime percentuali, migliora l’adesione della pittura e aumenta la resistenza all’umidità superficiale o la caseina, proteina estratta dal latte, che migliora la presa della pittura quando il supporto è meno assorbente.

Dove non utilizzare le pitture a calce.

Le pitture a calce hanno moltissimi pregi, tuttavia per la loro natura, derivanti da un processo chimico, hanno limiti tecnici precisi. L’applicazione su superfici lisce, non porose o non minerali, è altamente sconsigliata perché il materiale non riuscirebbe ad aggrapparsi e si sfoglierebbe rapidamente. Quindi è da evitare la posa su legno, metallo, plastica, vetro o ceramica perché porterebbe a un repentino distacco della pittura.

Pitture a calce: fascino naturale, traspirabilità e usi corretti

Un altro caso in cui le pitture a calce non devono essere applicate è sui supporti precedentemente trattati con idropitture acriliche, smalti o vernici lavabili. Queste pitture sintetiche formano sul supporto una pellicola sintetica che impedisce alla calce di penetrare e di carbonatare correttamente. Prima di applicare le pitture a calce su un supporto già dipinto sarà necessario rimuovere completamente la vecchia pittura con sverniciatura o carteggiatura profonda oppure utilizzare dei primer aggrappanti specifici con la conseguenza, per quest’ultima soluzione, di vanificare in gran parte la traspirabilità, che è il principale vantaggio della calce.

In presenza di pareti in cartongesso, l’applicazione di pitture a calce deve essere preceduta dalla preparazione del fondo che permette di uniformare l’assorbimento e creare una superficie ruvida a cui la calce possa aggrapparsi. Per loro natura, infatti, le pareti in cartongesso sono disomogenee combinando parete e giunti.

Pur trattandosi di un materiale traspirante non è adatto a risolvere problemi strutturali di umidità di risalita capillare perché all’interno dell’acqua che risale dal terreno sono presenti sali disciolti che cristallizzano, con l’evaporazione dell’acqua, formando efflorescenze che distaccano lo strato di pittura. Le pitture a calce sono un ottimo prodotto, tuttavia prima sarà indispensabile risolvere il problema dell’umidità di risalita e successivamente procedere con l’applicazione.

Spesso trascurata, è la delicatezza della finitura con pittura a calce. Al tatto si presenta polverosa e questo la rende delicata e non adatta a zone soggette a urti o sfregamenti come, per esempio, corridoi o locali destinati al gioco o camerette. Inoltre, per caratteristica costitutiva, la pittura a calce non è lavabile e di conseguenza non si adatta a zone soggette a usura.

La pittura a calce segue regole precise di comportamento e ignorare la sua natura significa andare incontro a vizi e difetti preannunciati. La pittura a calce è adatta a situazioni dove il progetto ha come obiettivo la naturalità, la salubrità e l’estetica che solo i materiali vivi sanno offrire. Non può essere una scelta di moda, perché richiede la consapevolezza della composizione del materiale e del suo processo di manutenzione.

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