La cucina a scomparsa

di Paola Addis e Maria Chiara Voci

La cucina a scomparsa

Nascondere frigorifero, piano cottura o lavello nell’uso quotidiano di una casa, per farli comparire solo in caso di bisogno. Per ragioni di spazio, di gusto o per non intaccare la purezza di elementi architettonici e decorativi del passato, che fanno parte della storia di un immobile. In questo servizio, cerchiamo di mettere a confronto tre soluzioni progettuali che hanno puntato l’attenzione sul tema della cucina a scomparsa. Una tendenza contemporanea sempre più utilizzata e diffusa in caso di ristrutturazione.

Il trend interpreta i due estremi. Fuochi e lavello o vengono mostrati come parte integrante dello stile o vengono celati.

Gianni Ingardia, progettista

Le soluzioni possono essere diverse.

Quella più classica sfrutta struttura attrezzata dentro ante scorrevoli. Ma si può lavorare anche con top estesi che si richiudono, diventando tavoli da lavoro molto funzionali oppure “cucine nelle cucine”, con piani di appoggio extra e spazio per piccoli elettrodomestici.

Gaia Miacola, architetto e interior designer

Perfette per chi ama il minimalismo. In linea con le evoluzioni della tecnologia, che punta a semplificare l’uso secondo le diverse esigenze.

L’interior designer racconta

Per creare un ambiente omogeneo ma di gran carattere, in tutto l’appartamento vivono continui richiami di linee e colori e convivono classicità e contemporaneità. I materiali della cucina sono di riciclo e atossici. Gli affreschi, richiamati con eleganza dai colori utilizzati in tutto l’ambiente, sono stati parzialmente restaurati, mentre quello di epoca più moderna è stato sacrificato per permettere un ribassamento del soffitto con installazione dell’impianto di condizionamento. L’effetto finale rimanda a un’intramontabile classicità, arricchita di tutti i pregi della modernità.

Andrea Castrignano, Interior designer, creativo, conduttore

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