Sapore di… casa

di Cecilia Toso

Le seconde case al mare non sono solo abitazioni funzionali per godere di spiagge e aria salmastra, ma devono rispettare gusti ed esigenze di chi le abiterà

Niente più mobili avanzati dai traslochi nel corso della vita per arredare le case al mare: oggi le seconde abitazioni sono curate in ogni dettaglio, in modo da ottimizzare gli spazi, creare funzionalità e rispecchiare personalità e gusto dei proprietari. Le tre soluzioni qui presentate ristrutturano ambienti più ampi o più ridotti ma sempre con grande attenzione, per garantire soggiorni confortevoli.

Primo, personalizzare. Perché passare le vacanze in una casa che non ci somiglia? Che la casa al mare sia un posto in cui trascorrere momenti sporadici o che la si immagini come luogo per vivere il più possibile, è importante arredarla e organizzarla in base ai nostri gusti e necessità. Come nella prima soluzione, dove alla quotidianità e alla sua routine (la cucina, il relax) viene dato un ruolo centrale, e quindi alla zona giorno viene riservata la vista sul mare. O come nella seconda soluzione, in cui alcuni mobili di famiglia arredano con calore una casa in cui si dà grande spazio ai materiali. O come nella terza proposta, dove il protagonista della casa è un albero di arancio nel cortile, che quasi ogni ambiente della casa si predispone a osservare.

Secondo, illuminare. Anche quando non si è fuori a godere del sole, la luce è importante in una casa al mare. Ampie finestre e portefinestre illuminano naturalmente gli ambienti; il colore bianco delle pareti aiuta nelle stanze più buie; una sapiente progettazione illuminotecnica entra in gioco nelle giornate uggiose, perché sì, ci sono anche al mare.

Terzo, comunicare. Una casa al mare è uno spazio in cui rilassarsi, con tempi diversi per ognuno. Ecco perché più di un accesso aiuta a comunicare con l’esterno da diversi punti per creare indipendenza quotidiana: una porta finestra in una camera da letto, come nella prima e nella seconda soluzione, permette di uscire in giardino o in terrazza, di andare al mare prima degli altri o di godersi il cielo stellato in una notte insonne, senza svegliare gli altri abitanti.

Ultimo, praticità. Bambini che rientrano dalla spiaggia o dalla piscina con i piedini bagnati o sporchi di sabbia; la necessità di rinfrescarsi velocemente dopo un pomeriggio al sole in terrazza; materiali di facile pulizia, per non trascorrere ogni volta le vacanze a pulire la casa. Ecco allora che entrano in soccorso superfici innovative – come il gres porcellanato effetto legno della seconda soluzione o il cemento della terza – ma anche docce esterne come nella seconda e nella terza soluzione, oppure direttamente comunicanti con l’esterno, come nella prima. Importanti stratagemmi che rendono ogni soggiorno una vacanza.

La terrazza sul mare

di Andrea Castrignano

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Un prezioso angolo di Sardegna

di Reload Architecture

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Articolo pubblicato su 100 Idee per Ristrutturare luglio 2020

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Un angolo nel borgo dei pescatori

di Cristina Meschi Architetto

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