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giovedì, 2 Aprile 2020

Disposizione degli ambienti: come spostare la cucina

di Cecilia Toso

Quando si ristruttura in profondità una casa, può nascere la tentazione di ribaltare gli spazi in base a nuove necessità. Infatti, le case di inizio secolo, o anche solo degli anni Cinquanta e Sessanta, erano vissute in maniera molto diversa da come le viviamo oggi: le grandi camere da letto e le piccole cucine con tinello di un tempo non soddisfano più una popolazione che va in cerca di grandi spazi living conviviali e luminosi.

Ma esaudire i desideri, e quindi spostare la cucina, richiede un’operazione che, come ricorda l’architetto Luca Lazzarotto dello studio ArchSIDE, va giustificata e che può essere eseguita solo dopo un attento studio di fattibilità.

Raggio d’azione

La cucina, così come il bagno, ha bisogno di collegarsi a una colonna di scarico. È probabile quindi che la sua posizione originaria fosse dovuta proprio alla vicinanza a questa colonna. Ma quanto possiamo allontanarci dallo scarico?

Non esiste un valore assoluto, ma possiamo dire che, richiedendo il deflusso dell’acqua della cucina una percentuale di pendenza circa dell’1 per cento, con un massetto da 10 centimetri di spessore potremo spostarci di circa 10 metri. Ma esistono anche altre casistiche. Per esempio, se la cucina è vicina a delle murature di tamponatura, quindi doppie, possiamo sfruttarle per far passare le tubazioni e guadagnare altra distanza.

Luca Lazzarotto, architetto

I tubi di scarico della cucina, infatti, fanno scolare acque fluide e hanno un diametro più ridotto rispetto a quelli del bagno, cosa che li rende più pratici.

Progettualità smart

Ogni caso va studiato a sé, ma una soluzione può andare a posizionare la cucina tangente o in prossimità del bagno, sempre rispettando le normative, in modo da utilizzare la stessa colonna di scarico. È anche possibile che esistano altre colonne di scarico nell’appartamento: la nostra potrebbe infatti non essere la prima ristrutturazione e potrebbero esserci stati precedenti spostamenti.

Ultime accortezze

Lo scarico è quindi la principale preoccupazione, se non si è scelto un piano a induzione.

c’è poi da considerare che la cucina avrà bisogno dello sfiato per il gas, obbligatorio per normativa. E ricordarsi che gli elettrodomestici, indipendentemente da dove andremo a posizionarci, avranno bisogno di interruttori separati.

Luca Lazzarotto, architetto

Infine, è bene ricordare l’importanza della cappa, soprattutto se andremo a collocare la cucina in un open space: se non sono disponibili canne fumarie, un progettista potrà aiutare a trovare la soluzione più adeguata.

Per chi fosse quindi alla ricerca della perfetta disposizione degli spazi presentiamo tre soluzioni: un appartamento di inizio novecento riprogettato da Andrea Castrignano (foto in apertura) in un ampio open space, una casa anni Sessanta in cui living e cucina hanno preso il posto delle camere da letto grazie all’intervento dello studio Archispritz e, infine, un appartamento anni Cinquanta dove l’architetto Gianni Ingardia ha incastonato la cucina in un’isola nel living.

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© Riproduzione riservata.

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