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martedì, 2 Giugno 2020

Interventi “su misura”

di Leonardo Selvetti

Quando si acquista una casa progettata ma non terminata, o di cui è stata costruita solo la struttura esterna, è possibile ripensare e modellare gli ambienti in base alle proprie necessità.

La casa non è solo un “luogo”, ma il riflesso e il prolungamento dell’identità di chi la abita. Se da un lato comprarne una già edificata implica una limitazione nel poterla modellare in base al proprio gusto – si pensi alla presenza e alla disposizione di muri portanti –, dall’altro non è sempre possibile costruirne una ex novo. Un’alternativa è rappresentata dall’acquisto di un immobile che si trova ancora in fase progettuale o in stadio grezzo avanzato.

Spazi e impianti. In questo caso, l’acquirente ha ampio margine di libertà nella ridefinizione logistica, funzionale ed estetica degli ambienti, che si tratti di demolire un tramezzo divisorio – per creare un versatile open space formato da cucina e living – o di cambiare la disposizione delle camere da letto; ma anche di inserire un secondo bagno non preventivato o di trasformare una cucina a muro inserendo isole e penisole da utilizzare come piani da appoggio. Ridefinire gli ambienti può comportare la necessità di intervenire anche a livello impiantistico, spostando gli attacchi dell’acqua e della corrente o ridisegnando l’assetto della luce architetturale.

Struttura esterna. Sebbene l’acquirente possa decidere di ridefinire ogni ambiente interno, esistono delle limitazioni che devono essere assolutamente rispettate, soprattutto per quel che riguarda la struttura esterna. Spostare un portone o togliere una o più finestre richiederebbe l’apertura di una nuova pratica costruttiva. Questo perché, al momento dell’acquisto dell’immobile, il progetto è già stato presentato e accettato in sede comunale. Al contempo, a livello catastale occorre segnalare qualsiasi modifica esterna, anche se minima.

Architetti e imprese. Coadiuvati dall’architetto – che può essere lo stesso che ha firmato il progetto iniziale o un secondo chiamato appositamente –, i committenti possono esporre le proprie richieste e seguirne passo passo lo sviluppo: dalla fase 2D delle planimetrie e dei disegni, in cui viene vagliata ogni proposta, a quella 3D dei render, fino alla realizzazione e alla chiusura della pratica. Un potere decisionale che abbraccia ogni aspetto: scale, pavimentazione, arredi, materiali, finiture, tendaggi, cromatismi. È possibile, però, che sia lo stesso costruttore a indicare specifiche aziende o showroom in cui si dovranno effettuare gli acquisti. Per ragioni di praticità e tempistiche, inoltre, si consideri che può essere una buona scelta quella di continuare ad affidare i nuovi lavori alla medesima impresa che ha iniziato il progetto.

I progetti

L’eleganza del minimal

di Rachele Biancalani

Guarda il progetto sulla Rivista Digitale

Una modellazione su tre piani

di Lorenzo Mannini

Guarda il progetto sulla Rivista Digitale

Sul litorale di Roma

di Mohamed Keilani e Claudia Famiglietti

Guarda il progetto sulla Rivista Digitale

© Riproduzione riservata.

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