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martedì, 2 Giugno 2020

Smart Work, Smart Space

di Cecilia Toso

Maternità, libere professioni, telelavoro: le ragioni per lavorare da casa sono in aumento, e così la richiesta di adeguare gli appartamenti alle nostre nuove esigenze.

I dati sullo smart working. Secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, che monitora l’evoluzione della tendenza a lavorare da casa, nel 2019 gli smart worker in Italia sono cresciuti del 20% rispetto al 2018. Sono stati quindi 570.000 gli italiani che hanno lavorato da casa; una tendenza in crescita ovunque. Nel 2018 negli Stati Uniti è stato calcolato che il 30% di chi ha comperato casa avrebbe lavorato da lì almeno un giorno a settimana (il 13%, invece, tutta la settimana). Secondo il Global Workspace Survey del 2019, il 62% delle società del mondo adotta oggi politiche di lavoro flessibile, e quattro lavoratori su cinque preferiscono un’offerta che preveda la flessibilità del luogo di lavoro. Ovunque si guardi, dunque, i dati confermano questa tendenza. Il numero di persone che potrebbe lavorare in smart working è alto (secondo Eurostat, 8 milioni in Europa) ed è quindi una pratica largamente utilizzabile, soprattutto in momenti di emergenza. Per affrontare il problema globale del COVID-19, per esempio, è stato decretato che in Italia la modalità di lavoro agile, disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, possa essere applicata in modalità semplificate, anche in assenza di accordi individuali.

Più flessibilità, meno socialità. Il beneficio maggiore? Secondo gli esperti aumenta la produttività, mentre gli italiani sembrano percepire in particolare un miglioramento della conciliazione tra vita privata e vita lavorativa, anche se patiscono la parziale perdita di contatto umano. Se sta a al singolo ritrovare il giusto equilibrio tra concentrazione e socialità – ben vengano le pause con amici con ritmi lavorativi simili o allentare la solitudine lavorando in posti pubblici, per esempio – l’aiuto di uno specialista è fondamentale per comprendere come organizzare gli spazi domestici. È importante infatti creare un ambiente luminoso, confortevole e che “all’occorrenza” possa isolarsi dal resto della casa.

Alcune soluzioni. Quando la metratura e l’organizzazione degli spazi lo permettono, si può sfruttare una stanza a parte, come nella seconda soluzione raccontata, dove un ambiente viene completamente dedicato allo studio e al suo interno riesce persino a “dividersi” in due: sala riunioni e area operativa. Oppure una stanza può svolgere più funzioni insieme, ma essere comunque isolata dal resto della casa: è il caso della terza soluzione, dove un intero piano è in parte studio e in parte soggiorno. Quando invece per ragioni di metratura o estetiche non si possono separare gli ambienti, si possono creare divisioni con accorgimenti più o meno complessi: librerie, separé, disposizione degli arredi o, come nella prima soluzione, creando un “acquario” in grado di oscurarsi per offrire la giusta privacy.

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di Andrea Castrignano

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La privacy dell’Open Space

di B +P Architetti

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