Smart Work, Smart Space

di Cecilia Toso

Maternità, libere professioni, telelavoro: le ragioni per lavorare da casa sono in aumento, e così la richiesta di adeguare gli appartamenti alle nostre nuove esigenze.

I dati sullo smart working. Secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, che monitora l’evoluzione della tendenza a lavorare da casa, nel 2019 gli smart worker in Italia sono cresciuti del 20% rispetto al 2018. Sono stati quindi 570.000 gli italiani che hanno lavorato da casa; una tendenza in crescita ovunque. Nel 2018 negli Stati Uniti è stato calcolato che il 30% di chi ha comperato casa avrebbe lavorato da lì almeno un giorno a settimana (il 13%, invece, tutta la settimana). Secondo il Global Workspace Survey del 2019, il 62% delle società del mondo adotta oggi politiche di lavoro flessibile, e quattro lavoratori su cinque preferiscono un’offerta che preveda la flessibilità del luogo di lavoro. Ovunque si guardi, dunque, i dati confermano questa tendenza. Il numero di persone che potrebbe lavorare in smart working è alto (secondo Eurostat, 8 milioni in Europa) ed è quindi una pratica largamente utilizzabile, soprattutto in momenti di emergenza. Per affrontare il problema globale del COVID-19, per esempio, è stato decretato che in Italia la modalità di lavoro agile, disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, possa essere applicata in modalità semplificate, anche in assenza di accordi individuali.

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Più flessibilità, meno socialità. Il beneficio maggiore? Secondo gli esperti aumenta la produttività, mentre gli italiani sembrano percepire in particolare un miglioramento della conciliazione tra vita privata e vita lavorativa, anche se patiscono la parziale perdita di contatto umano. Se sta a al singolo ritrovare il giusto equilibrio tra concentrazione e socialità – ben vengano le pause con amici con ritmi lavorativi simili o allentare la solitudine lavorando in posti pubblici, per esempio – l’aiuto di uno specialista è fondamentale per comprendere come organizzare gli spazi domestici. È importante infatti creare un ambiente luminoso, confortevole e che “all’occorrenza” possa isolarsi dal resto della casa.

Alcune soluzioni. Quando la metratura e l’organizzazione degli spazi lo permettono, si può sfruttare una stanza a parte, come nella seconda soluzione raccontata, dove un ambiente viene completamente dedicato allo studio e al suo interno riesce persino a “dividersi” in due: sala riunioni e area operativa. Oppure una stanza può svolgere più funzioni insieme, ma essere comunque isolata dal resto della casa: è il caso della terza soluzione, dove un intero piano è in parte studio e in parte soggiorno. Quando invece per ragioni di metratura o estetiche non si possono separare gli ambienti, si possono creare divisioni con accorgimenti più o meno complessi: librerie, separé, disposizione degli arredi o, come nella prima soluzione, creando un “acquario” in grado di oscurarsi per offrire la giusta privacy.

I Progetti

Nuove visioni classiche

di Andrea Castrignano

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La privacy dell’Open Space

di B +P Architetti

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Lo studio al piano di sotto

di co.arch studio

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