Tenda a bracci: la soluzione evoluta per vivere gli spazi esterni
L’arrivo dell’estate coincide con la necessità di rendere accogliente lo spazio esterno delle abitazioni. La posa di una tenda a bracci permette di utilizzare al meglio gli spazi esterni, come giardini o terrazzi, e contribuisce al comfort abitativo interno regolando gli apporti solari, influenzando la luminosità e l’efficienza energetica degli edifici
Inclinazione, sistema di fissaggio, modalità di regolazione e integrazione domotica sono gli elementi da controllare per garantire sicurezza, stabilità e prestazioni. La tenda a bracci permette la posa inclinata dell’elemento che può essere regolato per rispondere a esigenze specifiche. L’inclinazione determina la quantità di radiazione solare intercettata, il deflusso dell’acqua meteorica dal telo e l’altezza utile sotto la copertura. Si tratta di un parametro fondamentale, da definire con attenzione.

Il dato è indicato in scheda tecnica e normalmente si aggira tra 12° e 15° per sporgenze inferiori a 3 metri (tra il punto più alto e quello più basso, circa 60-65 cm), aumentando fino a 25°–30° per dimensioni maggiori, così da garantire il corretto deflusso della pioggia. L’inclinazione della tenda a bracci deve garantire sia la protezione dal sole sia la vista verso l’esterno; pendenze molto elevate creano un muro verso l’esterno impedendo la visuale.
Il fissaggio alla muratura è un aspetto fondamentale. La tenda a bracci si comporta come una mensola sollecitata dal proprio peso, dalla pioggia e soprattutto dal vento. I punti di ancoraggio devono rispettare le indicazioni del produttore, garantire i requisiti prestazionali e le classi di resistenza al vento, nonché rispettare l’obbligo di marcatura CE previsto dalle norme. Gli ancoraggi devono fissare la tenda alla muratura portante, attraversando paramenti e sistemi di isolamento a cappotto non idonei a sostenere l’elemento a sbalzo. In fase di utilizzo è inoltre indispensabile prevedere una manutenzione periodica per verificare la corretta installazione.
La tenda a bracci diventa smart
La tecnologia applicata alla tenda a bracci permette di migliorare il comfort interno e incrementare sicurezza e durabilità. Grazie a dispositivi che rilevano le condizioni meteo, la tenda a bracci può chiudersi automaticamente in presenza di vento forte o pioggia. Allo stesso tempo, l’apertura domotizzata permette di utilizzare la tenda a bracci come dispositivo strategico per l’efficienza energetica dell’edificio.
L’apertura, regolata indipendentemente dalla presenza delle persone, consente di sfruttare al massimo l’apporto solare nelle mezze stagioni o nelle giornate fresche e di proteggere gli ambienti interni dall’eccessiva esposizione nelle ore più calde. La soluzione tecnologica consente inoltre di integrare la tenda a bracci negli scenari smart, come “uscita di casa”, “vacanza” o “notte”, insieme alle tapparelle e alle luci, permettendo una gestione completamente automatizzata.

Come progettare una tenda a bracci
La fase che precede la posa è strategica. L’esposizione, la geometria, l’analisi delle ombre, le altezze al punto di fissaggio e alla parte più esterna, nonché la presenza di balconi aggettanti al piano superiore sono aspetti fondamentali da valutare per scegliere la tenda a bracci più adatta alla situazione specifica.
La consultazione delle schede tecniche consente di verificare la conformità dei requisiti dell’elemento scelto alle prescrizioni normative, soprattutto se la spesa è incentivata da un bonus. Se sulla parete di ancoraggio è presente un isolamento a cappotto o una finitura di rivestimento, come piastrelle o pannelli, il fissaggio della tenda deve avvenire mediante staffe, contropiastre e sistemi di ancoraggio specifici, affondati nella muratura portante.
Il punto di fissaggio deve essere curato in fase esecutiva anche per evitare infiltrazioni: è importante prevedere una sigillatura precisa e completa.
In fase di progetto è necessario valutare la volontà di rendere domotica la movimentazione della tenda a bracci. La posa delle centraline e il collegamento con eventuali altre componenti dell’edificio richiedono una valutazione impiantistica imprescindibile, al fine di ottenere un sistema in grado di soddisfare le esigenze dell’utente.
Le autorizzazioni edilizie e del condominio
Di norma, l’installazione è libera e non richiede il deposito di alcuna pratica edilizia. In contesti di pregio, nei centri storici o in aree sottoposte a tutela paesaggistica, come ad esempio le zone costiere, è invece indispensabile ottenere le autorizzazioni previste dal Comune. In contesti condominiali, la tenda a bracci deve rispettare il regolamento e il decoro dell’immobile, con particolare attenzione a colori e materiali da utilizzare. Il telo e la tipologia di tenda devono essere coerenti con eventuali preesistenze, uniformandosi alle scelte già adottate per evitare disomogeneità sullo stesso edificio.
Il fissaggio alla facciata, in quanto parte comune, è regolato dalle delibere assembleari, che possono vietare la posa di tende a bracci o imporre specifici colori e soluzioni tecniche. Il divieto di posa previsto dal regolamento condominiale di natura contrattuale (predisposto dal costruttore e accettato nei singoli atti di acquisto) è legittimo e impone che l’eventuale autorizzazione possa avvenire solo previa modifica del regolamento, da approvare all’unanimità dei condomini.
L’ancoraggio all’intradosso del balcone soprastante, parte inferiore rispetto alla pavimentazione, è di proprietà di chi calpesta il balcone e deve essere concordato con il proprietario. Non solo il fissaggio, anche l’estensione della tenda a bracci deve rispettare il diritto di affaccio e di veduta e non può sporgere oltre il perimetro più esterno del balcone soprastante per non ostacolare la vista verticale.
L’ancoraggio all’intradosso del balcone soprastante, ovvero la parte inferiore rispetto alla pavimentazione che appartiene a chi calpesta il balcone, deve essere concordato con lo stesso. Non solo il fissaggio, ma anche l’estensione della tenda a bracci deve rispettare il diritto di affaccio e di veduta e non può sporgere oltre il perimetro del balcone soprastante, per non ostacolare l’affaccio verticale.
© Riproduzione riservata.





