Cucine a vista, le soluzioni per uno stile unico tra fornelli e divani

di Elena Fassio

Foto di Gabriele Rivoli

Cucine e tavoli da pranzo si aprono sui soggiorni, regalando un unico colpo d’occhio e uno spazio conviviale e multifunzionale in cui cucinare e stare insieme

Le abitazioni tradizionali, soprattutto fuori dalle grandi città, contengono spesso molte stanze, tutte di dimensioni medie. Nella progettazione canonica ogni ambiente – salotto, soggiorno, sala da pranzo, cucina – occupa un’intera stanza. Negli ultimi decenni, al contrario, la preferenza è creare ambienti unici e aperti per ottimizzare lo spazio e avere maggiore flessibilità nel vivere l’abitazione. Ecco allora che le cucine si aprono, si vedono, e devono essere progettate in maniera nuova

Spazi fluidi. «Unire cucina, soggiorno e sala da pranzo in un’unica zona living è una soluzione funzionale, conviviale, luminosa e ariosa», spiega l’architetto Salvatore Vicidomini dello studio Manuarino. Anche a discapito della separazione funzionale dei due ambienti. «Poco importa se gli odori della cucina arrivano al divano, con il giusto numero di finestre e la giusta cappa aspirante – da almeno 400m3 all’ora – si farà ancora prima a cambiare l’aria dell’ambiente. La fluidificazione degli spazi permette di utilizzare un ambiente come area silenziosa per lavorare e concentrarsi e un attimo dopo, arrivati gli ospiti, i figli o semplicemente l’ora di preparare la cena, come zona conviviale per cucinare e stare insieme».

Aria e luce. Uno dei punti di forza dell’open space è sicuramente l’idea di spaziosità che crea. Per sfruttare correttamente e trarre massimo benessere da questa sensazione è necessario lasciar fluire aria e luce. Accanto alla zona cucina, per esempio, è bene avere almeno una finestra di mediegrandi dimensioni, per cambiare l’aria e lasciar defluire odori ed eventuali composti volatili. Un’altra finestra è consigliabile vicino alla zona soggiorno, magari con balcone e su un’aria differente da quella della cucina. In questo modo la zona giorno sarà illuminata da più parti, sfruttando al massimo la luce solare, e sarà più facile garantire il passaggio dell’aria.

Vani e materiali. Con una parete in meno a incorniciare la cucina, gli spazi funzionali vanno ripensati e riposizionati. Le isole possono aiutare da questo punto di vista, permettendo di nascondere al loro interno elettrodomestici, dispense e vani porta oggetti. Anche i ribassamenti a soffitto e le colonne laterali possono essere utili per liberare metri calpestabili e poter inserire un tavolo o un divano più ampi. «Il fatto che la zona di lavoro della cucina si veda dal soggiorno impone di pensare soluzioni che mantengano lo spazio pulito e ordinato, come piani ed elettrodomestici a scomparsa», conclude l’architetto Vicidomini. «Diventa fondamentale progettare la zona giorno con una continuità di stile, colori e materiali, come il legno, molto versatile, o il gres, resistente ai graffi, alle alte temperature e agli acidi».

Foto di Riccardo Lanfranchi

Ambienti diversi ma non divisi

di Andrea Castrignano

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Foto di Gabriele Rivoli

Spazi delicati per una giovane coppia

dello Studio Manuarino

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Foto di Sabrina Gazzola

Veduta privilegiata su Torino

dello Studio Officina 8A

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Articolo pubblicato su 100 Idee per Ristrutturare luglio 2021

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