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Scomparire o decorare: quale porta scegliere?

Un semplice pannello a scomparsa o un vero e proprio elemento di arredo. Una soluzione capace di far risparmiare spazio o un sistema dal preciso carattere estetico. Molte sono le tipologie di porta scorrevole. A differenza di una porta a battente, visibile da aperta come da chiusa, la porta a scomparsa può essere disegnata per essere invisibile, con una struttura sottile e binari nascosti in una controsoffittatura.

Se si vuole modulare un ambiente, una porta scorrevole consente di dividere lo spazio quando è chiusa e ricomporre il volume da aperta, grazie alla sua totale scomparsa che alleggerisce i varchi e genera un effetto di continuità. Una porta a battente, invece, resta visibile anche da aperta e non consente di unire i volumi con la stessa pulizia di un modello scorrevole.

Silvia Cirabolini, architetto dello studio Ghostarchitecs

Una porta a scomparsa non fende e non offende lo spazio, mentre un’anta classica può appesantire il passaggio tra le stanze. Diverse sono le soluzioni scorrevoli possibili.

Si può inserire una porta che scorre dentro il muro. Se, però, la parete ospita il sistema scorrevole al suo inteno, bisogna essere consapevoli che poi su quello stesso muro non si potranno appendere quadri o altri elementi. Al contrario, una struttura scorrevole a vista non intacca la muratura ed è capace di far risaltare il prodotto stesso. Può nascondere uno specchio o una carta da parati e generare effetti inaspettati. Un sistema dalle grandi potenzialità, rivisitabile in diverse identità.

Jacopo Bracco, architetto dello studio Blaarchitettura

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